LimaCorporate

Perchè lavorare in Lima

Il nostro team è unito nell’obiettivo comune di restituire l’emozione del movimento, the eMotion of Motion, nei pazienti.

Abbiamo uno staff eterogeneo, in 24 sedi in tutto il mondo. Chi lavora per noi è entusiasta e sempre alla ricerca di nuove possibilità. Pensiamo che i nostri collaboratori siano pionieri che ispirano il cambiamento. Qui scoprirai cosa c’è dietro a LimaCorporate, con le interviste agli innovatori.

La nostra voce

La nostra voce image

Cose mi appassiona nel mio lavoro? Vedere le persone felici. Credo che se una persona è felice a lavoro e nella sua vita privata, grandi cose possono accadere.

Le nostre persone

Ludovic Rouvier
Piero Mercadante
Carina Kühlmann
Emanuele Buttazzoni
Heather Kim
Matej Ferletič
I nostri ingegneri
Erik Greenhagen
Chiara Gorasso
Nathalie Bye
Federico Leandrin

Vi presentiamo Ludovic Rouvier, Financial Manager di Lima France

Cose mi appassiona nel mio lavoro? Vedere le persone felici. Credo che se una persona è felice a lavoro e nella sua vita privata, grandi cose possono accadere.
Ciao Ludovic, ci puoi raccontare qualcosa di te? Da dove vieni, qual è il tuo ruolo all’interno di LimaCorporate?

Mi chiamo Ludovic Rouvier e lavoro in LimaCorporate da quattro anni come Financial Manager per Lima France. Inizialmente sono stato assunto per occuparmi della parte finanziaria della filiale; adesso mi occupo anche della parte organizzativa e del backoffice che comprende la gestione dei processi e soprattutto delle persone. Da marzo 2022 sono anche responsabile della gestione finanziaria per Lima Belgio e Lima Svizzera.

Ci puoi raccontare il tuo percorso universitario e come si è poi sviluppata la tua carriera lavorativa?

Mi sono laureato alla EDHEC Business School, un istituto internazionale di economia con sede in Francia. Dopo la laurea ho iniziato a lavorare per “Ernst & Young”, una delle più grandi società di revisione. Dopo questa esperienza ho viaggiato per un anno in tutto il mondo per promuovere modelli di “Social Business” che si stanno sviluppando a livello globale. Al mio ritorno, assieme a collaboratori fidati, ho costruito da zero un’azienda che oggi conta più di 25 dipendenti.

Il passaggio da titolare di un’azienda a direttore finanziario è un grande cambiamento. Perché hai deciso di unirti a LimaCorporate?

La sede della mia azienda si trovava a Parigi mentre io abito a Lione e due volte alla settimana dovevo spostarmi nella capitale. Quando è nato il mio terzo figlio ho capito che era arrivato il momento di cercare un lavoro a Lione, per stare più vicino alla mia famiglia. In quell’occasione sono entrato in contatto con LimaCorporate. L’ex Direttrice Generale di Lima France durante il colloquio mi ha spiegato la sua visione per il futuro, si trattava di una sfida entusiasmante. I primi mesi sono stati impegnativi perché abbiamo dovuto spostare la sede Lima France dal sud della Francia a Lione e ricostruire tutto da zero, a partire dalla creazione di un nuovo team per il Back Office.

Ci puoi raccontare come si svolge la tua giornata tipo?

La mia giornata tipo ruota attorno alle persone, che sono l’aspetto più importante del mio lavoro. Sono a capo di una squadra composta da dieci persone che sono state difficili da trovare perché eravamo alla ricerca dei profili migliori. Le persone che lavorano per Lima France sono molto competenti, ma ci è voluto molto tempo per farle entrare nei processi di LimaCorporate. Troppi cambiamenti nel gruppo non sono sostenibili nel lungo periodo. Il mio lavoro è quindi mettere le persone a loro agio. Abbiamo una percentuale molto bassa di ricambio sul posto di lavoro, quindi, presumo che quello che sto facendo stia funzionando. Parlo molto con i miei colleghi e non solo di lavoro. Cerco di stare loro vicino e credo sia molto importante per tutti.

Lavorare con le persone non è sempre semplice, quali sono le sfide che devi affrontare?

Quello dell’ortopedia è un mondo difficile. La mia più grande sfida è quella di assumere persone di alto livello e fare in modo che rimangano in azienda.

Stai lavorando su qualche progetto particolare in questo momento?

Giuseppe Faenza, il Warehouse & Distribution Manager LimaCorporate, sta per lanciare la nuova versione di una app per la forza vendita che permetterà di gestire gli ordini per gli interventi chirurgici. Questa nuova versione è ancora in fase di test e a breve la Francia sarà la prima filiale europea ad introdurre questa nuova versione.

Lavori con altri team HQ? Sono relazioni strette?

Oltre a Giuseppe Faenza lavoro con l’HR per l’introduzione di un sistema che raccolga le informazioni essenziali di tutti i dipendenti. Anche con loro ho creato rapporti molto stretti.

Cosa vuol dire “pioneering vision” per te? Hai trovato delle modalità per applicarla al tuo lavoro?

Anche le risorse umane e la finanza richiedono una maggiore apertura al mondo digitale. Le app che ho menzionato sopra sono solo un esempio. Tuttavia, la mia formazione è finanziaria e mi piacerebbe integrare il digitale nel mondo dei congressi che, per loro natura, sono molto costosi. Ci troviamo in una fase di transizione. Con la pandemia abbiamo capito che nessuno vuole passare completamente al digitale, ma allo stesso tempo i congressi non possono rimanere fermi all’epoca pre-Covid. Vedremo cosa ci riserverà il futuro.

Ludovic, sei una persona molto appassionata, cosa ti guida ogni giorno nel tuo lavoro?

Mi piace vedere le persone felici al lavoro. Sono convinto che se sei felice sia al lavoro che nella tua vita privata tutto procederà per il meglio. Se la vita professionale interferisce troppo con quella personale, qualcosa è destinato ad andare storto. Pertanto, cerco di capire le esigenze dei miei colleghi e di adattarle alle esigenze di Lima France. Quando c'è un problema, ad esempio, fisso subito un incontro in modo che tutti possano parlare tra loro e trovare assieme una soluzione. Ho fatto questa cosa numerose volte in passato e ha sempre funzionato molto bene. Mi piace anche essere onesto con le persone ed è per questo che si fidano di me: questa è la cosa più importante per me.

Qual è il risultato che più ti rende orgoglioso da quando lavori in LimaCorporate?

Quando sono stato assunto da LimaCorporate, Lima France stava per essere trasferita a Lione. Sono felice e orgoglioso di essere stato in grado di creare relazioni significative con i colleghi, anche se ero responsabile dello spostamento. Ho fatto in modo che tutti i dipendenti mantenessero dei buoni ricordi dell’azienda, era la cosa più importante per me. Due mesi dopo la chiusura della filiale, una ex dipendente mi ha chiamato per informarmi che aveva trovato un nuovo lavoro. Sono stata la prima persona che ha cercato per chiedere un parere e ancora oggi ci incontriamo di tanto in tanto. Questo mi dimostra che ho lavorato bene, lo considero un successo. Sono molto orgoglioso anche della squadra che abbiamo costruito a Lione, tutte persone molto valide e capaci.

Cosa significa per te “eMotion of Motion”?

Mi piace lavorare in LimaCorporate perché so che, in fin dei conti, stiamo aiutando qualcuno a stare bene. Il nostro è un settore utile e sono felice di lavorare in un'azienda che ha un impatto positivo sulla vita delle persone.

Cosa ti appassiona al di fuori del lavoro?

Mi piace il fai da te. La gente mi chiama "MacGyver" perché trovo sempre una soluzione a tutto! Al lavoro è lo stesso: sono un “Problem Solver” e non mi arrendo mai!

Qual era il tuo lavoro dei sogni da bambino?

Non ho un lavoro dei sogni. Sono rimasto molto colpito dalla storia di una coppia, che ha deciso di cambiare vita quando è andata in pensione: Christian e Marie-France des Pallières, fondatori di “Pour un Sourire d'Enfant”(“Per il sorriso di un bambino”) un’associazione che opera in Cambogia e che aiuta e cura i bambini poveri ed emarginati tramite la creazione di programmi educativi . I due si sono trasferiti in Cambogia dall'inizio della loro azione nel paese e ogni primavera, per 20 anni, hanno attraversato la Francia e i paesi limitrofi in camper per dare evidenza delle condizioni di vita dei bambini che nascono nel paese del Sud-est asiatico. Oggi, grazie a PSE, vengono nutriti, vestiti, accuditi ed educati più di 6.500 bambini. Viene fornita loro anche una formazione professionale che permette a questi ragazzi di trovare un lavoro e integrarsi nella società. A Natale 2021, tutti i dipendenti di Lima France hanno ricevuto in regalo il libro che racconta la vita dei coniugi des Pallières, una storia incredibile e, a mio avviso, molto stimolante!

Vi presentiamo Piero Mercadante, CNC, Tools and Finishing Manager di LimaCorporate

La vera sfida secondo me è mantenere alta la sinergia tra i vari reparti. Se questa sinergia c’è si possono davvero raggiungere obiettivi altissimi, anche insperati.
Ciao Piero, raccontaci qualcosa di te! Chi sei, di cosa ti occupi in LimaCorporate, come ci sei arrivato?

Mi chiamo Piero Mercadante, ho 33 anni e vengo da Palermo. Sono il CNC, Tools and Finishing Manager dello stabilimento LimaCorporate di Segesta. In parole più semplici, sono il responsabile dei reparti CNC (macchine utensili a controllo numerico), finiture, collaudi e dell’area lavaggi. Sono in LimaCorporate dal 2018 e prima lavoravo per un’azienda siciliana che si occupa di meccanica di precisione per il settore automobilistico.

Qual è stato il tuo percorso universitario? E come mai lo hai scelto?

Ho studiato ingegneria meccanica. Per carattere sono una persona molto curiosa che ama chiedersi il perché delle cose. Ho una mente razionale e gli studi in ambito ingegneristico sono stati la scelta più logica. La meccanica è stata una scoperta, la prima volta che ho messo piede in un’officina mi sono reso conto di aver fatto la scelta giusta.

Come mai hai scelto di unirti a LimaCorporate?

Nell’azienda in cui operavo sentivo di non avere più possibilità di crescita. Al contrario, quando ho fatto il colloquio in LimaCorporate ho subito avuto la sensazione di trovarmi in un ambiente stimolante, giovane e pieno d’innovazione. Ne sono rimasto affascinato e non mi sono lasciato sfuggire l’occasione.

Il tuo ruolo è sempre stato quello di CNC, Tools and Finishing manager?

No, ho iniziato nell’area industrializzazione. È stata un’esperienza bellissima che è durata circa sei mesi poi ho iniziato a ricoprire il mio ruolo attuale.

Qual è la tua giornata tipo?

È una domanda difficile perché nel mio lavoro ogni giorno è diverso dall’altro. Tutto quello che faccio è legato alla gestione dei reparti per garantire che la produzione proceda secondo quanto pianificato in termini di numeri, tempi e standard qualitativi. Tutto ciò si traduce nella gestione di un gruppo di circa 40 persone e delle risorse macchina che abbiamo nei nostri reparti produttivi. A grandi linee, questa è la mia attività, nel mezzo ci sono ricerche per l’ottimizzazione dei processi, efficientamento produttivo e riduzione scarti.

C’è un progetto particolarmente interessante a cui stai lavorando in questo momento?

Sì, stiamo lavorando all’automatizzazione di una macchina CNC in modo da sgravare l’operatore di un lavoro ripetitivo affinché si possa dedicare a compiti più importanti.

Quali sono le sfide che affronti ogni giorno?

Ci sono sfide costanti poiché in ambito produttivo possono esserci molti imprevisti, come risorse guaste o mancanza di operatori. La vera sfida secondo me è mantenere alta la sinergia tra i vari reparti. Se questa sinergia c’è si possono davvero raggiungere obiettivi altissimi, anche insperati. Se manca, se le persone non lavorano come una squadra, si fa molta fatica a risolvere anche la minima difficoltà. Il mio ruolo come manager è fare in modo che lo spirito di gruppo e il lavoro per un obiettivo comune non vengano mai a mancare.

Pensi di aver trovato quello che desideravi trovare in LimaCorporate?

Direi di sì. Le differenze tra i reparti e le lavorazioni consentono una formazione in molti ambiti diversi. Avere una relazione stretta con altre funzioni aziendali come la logistica o l’industrializzazione mi hanno permesso di accrescere le competenze professionali.

Parliamo di pioneering vision, cosa significa per te?

Assieme al mio gruppo di lavoro cerco di rivedere alcune fasi del processo produttivo. Sfide come quella che ti ho raccontato, cioè volere di più da una risorsa o modificare una lavorazione che magari è rimasta immutata per anni per migliorarne il rendimento, sicuramente si inseriscono in una visione da pionieri.

Hai qualche esempio?

Spero di riuscirmi a spiegare in parole semplici.
Le macchine CNC lavorano per asportazione di materiale provocando l’usura degli utensili per l’asporto. Ciò comporta che l’operatore sia costretto a correggere in macchina questa usura.
Il team che gestisco ha implementato una soluzione affinché questa regolazione avvenga in modo automatico.
Ciò comporta un vantaggio non solo per chi lavora con la macchina ma anche in termini economici.

Cosa ti appassiona del tuo lavoro?

Oltre all’aspetto tecnico, sicuramente amo nutrire la sinergia di cui parlavo precedentemente. La collaborazione e la fiducia reciproca sono alla base di qualsiasi rapporto. In quanto manager, il mio ruolo è quello di garantire che tale sinergia ci sia e alimentarla affinché il lavoro possa essere portato avanti nel migliore dei modi.

C’è qualcosa che ti rende particolarmente orgoglioso del tuo lavoro in LimaCorporate?

Sembra banale ma sono orgoglioso del gruppo che si è creato. Quando si arriva in un ambiente già rodato, come è successo a me, non è scontato ricevere un’accoglienza così calorosa. Professionalmente, ammetto di essere una persona che non si accontenta mai e quindi faccio difficoltà a raccontarti i miei traguardi perché appena li raggiungo, ne trovo sempre di nuovi.

C’è qualcosa che ti ha stupito quando sei arrivato in LimaCorporate?

Mi ha stupito scoprire quanto strutturata fosse l’azienda dal punto di vista organizzativo, qualitativo e della sicurezza.

Con quali parole descriveresti LimaCorporate?

Non sono bravo a rispondere a questo tipo di domande. La parola che mi viene in mente è sicuramente innovativa e pionieristica perché abbiamo avuto il coraggio di investire anzitempo in tecnologie su cui, all’inizio, nessuno avrebbe scommesso.

Precedentemente hai lavorato nel settore automobilistico, e anche LimaCorporate ha operato in tale settore. Nel tuo lavoro noti tale eredità?

Essere influenzati da altri settori industriali ci ha sicuramente aiutato ad essere sempre innovativi. Ancora oggi, vedo ancora l'eredità produttiva che ci è stata lasciata da quei settori. Penso che sia un valore aggiunto che mette i nostri impianti protesici su un livello diverso.

LimaCorporate è molto concentrata sulla qualità dei propri impianti. Cosa significa questo per te?

È una cosa che mi tocca da vicino perché uno dei reparti che gestisco è quello qualitativo. Per me è un aspetto molto importante. Quello che produciamo viene utilizzato sulle persone ed è essenziale che sia della migliore qualità possibile.

Cosa ti appassiona fuori dal lavoro?

Sono affascinato da qualsiasi sport acquatico e per tantissimi anni ho praticato la pallanuoto. Inoltre, sono molto appassionato di cucina.

Se non avessi scelto questa carriera, cosa ti sarebbe piaciuto fare?

Sicuramente mi sarei buttato sul settore della cucina, forse aprendo un ristorante mio o facendo lo chef.

Vi presentiamo Carina Kühlmann, Key Account Manager di LimaCorporate

Prima di entrare in azienda lavoravo come infermiera di sala operatoria. Si potrebbe dire che mi sono innamorata dei prodotti LimaCorporate già in sala operatoria.
Ciao Carina, raccontaci qualcosa di te e del tuo ruolo in LimaCorporate.

Mi chiamo Carina Kühlmann e vivo vicino a Düsseldorf, nella parte occidentale della Germania. Lavoro per Lima Deutschland come Key Account Manager della Germania settentrionale e sono focalizzata sul portafoglio spalla.

Raccontaci qualcosa del tuo passato, come hai iniziato questa carriera?

Il mio passato è un po' diverso da quello di altri colleghi. Non ho frequentato l'università e prima di entrare in azienda lavoravo come infermiera di sala operatoria. L'ospedale in cui lavoravo utilizzava impianti protesici LimaCorporate e un ex collega di Lima Deustchland mi ha chiesto di entrare a far parte del team. Tutto questo è una storia avvenuta ormai sette anni fa.

Perché hai deciso di cambiare lavoro?

Per carattere ho sempre bisogno di stimoli e sfide nuove su cui lavorare ogni giorno. In quel momento desideravo crescere professionalmente, ma in ospedale non era possibile. Quando ero un'infermiera, gli interventi di chirurgia ortopedica erano i miei preferiti. Si potrebbe dire che mi sono innamorata dei prodotti LimaCorporate già in sala operatoria; quindi, quando mi è stato chiesto di entrare nel team Lima Deutschland, ho subito accettato.

Qual è stato il tuo percorso professionale in LimaCorporate? Sei sempre stata una Key Account Manager?

No, ho cambiato ruolo due volte. Ho iniziato supportando i rappresentanti di vendita nell’attività collegata alla sala operatoria, oppure durante i congressi e così via. Poi, un anno dopo, sono diventata io stessa agente di commercio. Un anno fa ho cambiato nuovamente ruolo assumendo quello di Key Account Manager per la spalla.

Com'è la tua tipica giornata lavorativa?

È difficile da raccontare perché ogni giorno è totalmente diverso, soprattutto nel ruolo che ricopro attualmente. Alcuni giorni mi dedico ai clienti nuovi e potenziali, altri mi dedico al rapporto con i nostri Key Opinion Leader. Mi assicuro che siano sempre soddisfatti dei nostri impianti e cerco di coinvolgerli il più possibile nei progetti di sviluppo. Vado ancora in sala operatoria per offrire assistenza ai KOL sul nostro prodotto e assicurarmi che tutto funzioni correttamente, per testare nuovi strumenti e impianti e per presenziare ad interventi chirurgici difficili, anche con ProMade.
Naturalmente, assisto anche i nuovi clienti assicurandomi che si sentano a proprio agio con i nostri impianti. Il mio lavoro è fondamentalmente basato per il 20% sul lavoro d'ufficio alla ricerca di nuove partnership e per l'80% sul campo.

Quali sono le sfide che affronti?

L'aspetto più impegnativo del mio lavoro è la gestione del tempo. Devo bilanciare bene il tempo che trascorro con i rappresentanti di vendita e i nuovi clienti e il tempo che investo per far crescere il rapporto che abbiamo con i KOL. Interagisco anche con molte persone all'interno e all'esterno dell'organizzazione, quindi riunire gli interessi di tutti è un'altra sfida del mio lavoro.

Stai lavorando a un progetto particolare in questo momento?

Sì! Di recente abbiamo iniziato a lavorare con nuovi chirurghi della spalla che ogni anno eseguono molti interventi; quindi, il mio obiettivo è assicurarmi che la loro esperienza con LimaCorporate sia positiva. Sto anche lavorando a un nuovo progetto per il 2022 con il Dr. Agneskirchner, uno dei nostri più grandi KOL in Germania.

LimaCorporate vuole trasformare continuamente l'ortopedia. Cosa significa per te?

Per me significa guardare al mercato per capire di cosa hanno bisogno i chirurghi, e soprattutto i pazienti, e raccogliere tutti gli input per suggerire nuovi prodotti. Significa trovare nuove soluzioni per ogni paziente. Questo modo di pensare è uno dei punti di forza di LimaCorporate. Quando lavoravo come infermiera ho visto che con i prodotti di molti concorrenti è il paziente che deve adattarsi all'offerta, ma le soluzioni di LimaCorporate sono così ben congegnate che riusciamo ad adattare i nostri impianti ai pazienti, anche senza utilizzare il servizio di design ProMade.

Cosa ti piace di quello che fai?

Mi piace poter essere in prima linea lavorando sul campo con chirurghi e pazienti in sala operatoria, ma anche partecipare a progetti di sviluppo prodotto. Mi piace lavorare con l'intero team tedesco e anche con i colleghi della sede centrale. Mi sento come se avessi ampliato la mia area.

Quali sono le persone con cui lavori di più?

In Germania, lavoro con i rappresentanti di vendita e il team di gestione. Mentre su scala internazionale, lavoro con i colleghi che si occupano a livello globale di spalla e di formazione medica.

In che modo pensi che il tuo lavoro contribuisca a ripristinare l'eMotion of Motion?

Penso di poter portare la mia conoscenza del portfolio di LimaCorporate ai chirurghi e supportarli davvero nella ricerca delle migliori soluzioni per i pazienti.

Pensi che il tuo precedente lavoro di infermiera ti abbia aiutato nel tuo ruolo attuale?

Sicuramente sì. Conosco bene le esigenze di chirurghi e pazienti. Conosco anche i reparti principali degli ospedali e so come soddisfare i loro bisogni e supportarli.

In LimaCorporate si parla sempre di "Passione e Persone". Come porti questo aspetto nel tuo rapporto con i chirurghi?

LimaCorporate è più piccola di molti concorrenti, ma è un elemento che va in nostro favore. I chirurghi vedono quanto siamo concentrati sul loro lavoro e sui risultati dei pazienti. Sentono questa connessione e sentono che siamo sempre lì per loro e che anche i dirigenti aziendali non sono un'entità astratta. Quella relazione è continua e si nutre nel tempo. Non distinguo tra vecchi e nuovi clienti e do loro lo stesso tipo di attenzione e supporto.

Cosa amavi di LimaCorporate quando eri un'infermiera di sala operatoria? E cosa ti ha sorpreso quando sei entrata in azienda?

Quando ero un'infermiera, sentivo che LimaCorporate era diversa dalle altre aziende, ma è stato solo quando sono entrata a farne parte che ho capito il perché. Quando parliamo di “Famiglia Lima”, parliamo veramente di una famiglia. Sebbene LimaCorporate sia un'azienda internazionale, non siamo solo un numero. Tutti conoscono tutti e tutti sono lì per te. Potrei chiamare chiunque nel mondo e trovare una parola gentile e di supporto. Quando ho visto altre aziende in sala operatoria, ho notato come lavorassero tutte per sé stesse, ma questo non accade in LimaCorporate.

E che dire del nostro patrimonio di design e manifattura italiana? È qualcosa che piace ai chirurghi?

Solo pochi chirurghi sono interessati al passato di LimaCorporate nei settori aerospaziale e automobilistico. Ciò che interessa a tutti è il risultato che questo tipo di passato porta. LimaCorporate è un'azienda agile e veloce, e questo è molto gradito. Inoltre, apprezzano il fatto che abbiamo un processo stabile per la stampa 3D. Per noi, questo tipo di tecnologia è una “notizia vecchia”, ma per il mercato non è così.

LimaCorporate ha una politica di test di accuratezza del 100% per tutti gli impianti, cosa dicono i chirurghi a riguardo?

Sono piacevolmente sorpresi. Quando vengono a conoscenza della nostra politica di qualità, sono rassicurati dei risultati che otterranno in sala operatoria.

Cosa ti appassiona fuori dal lavoro?

Mi piace lo sport, in particolare correre e fare yoga. Sono anche appassionata di cucina, forse anche questo è uno dei motivi per cui amo tanto lavorare per un'azienda italiana. E ogni volta che posso mi piace anche viaggiare.

Se potessi cambiare carriera, cosa ti piacerebbe fare?

Mi piacerebbe essere un coach per la crescita personale.

Vi presentiamo Emanuele Buttazzoni Laboratory Manager in LimaCorporate

Avere una pioneering vision significa vedere e intuire le cose molto prima che accadano e fare di tutto per realizzarle prima che siano una necessità.
Ciao Emanuele, raccontaci chi sei e cosa fai in LimaCorporate

Mi chiamo Emanuele Buttazzoni e dal 2016 sono il Laboratory Manager di LimaCorporate. Il mio percorso in azienda ha però avuto inizio nel 2008 quando sono stato assunto come ingegnere all’interno dell’ufficio Regulatory.

Qual è il tuo background e perché hai scelto questa strada professionale?

Quando dovevo scegliere una carriera universitaria sono stato ispirato dagli esempi che avevo in famiglia. In particolare, da mia madre e da mio zio che, in modi diversi, si occupavano di persone con disabilità motoria. Nello specifico, mia madre era fisioterapista e lavorava soprattutto con i bambini, mentre mio zio era tecnico ortopedico.
Anche grazie alla loro esperienza ho capito che volevo quindi trovare un percorso universitario che mi permettesse di aiutare le persone. Ecco perché ho scelto il percorso di studi in Ingegneria Biomedica a Padova.
Subito dopo l’università ho iniziato a lavorare in LimaCorporate, trovando un’azienda che mi ha permesso di realizzare il mio desiderio di aiutare gli altri applicando quanto studiato.

Come sei approdato in LimaCorporate?

Sono stato chiamato da LimaCorporate. Un mio compagno di università lavorava in azienda e ha fatto il mio nome. Un mese dopo la laurea sono stato assunto nell’ufficio Regulatory.

Una cosa abbastanza singolare nel panorama lavorativo italiano.

Sì, in Friuli Venezia Giulia e in Italia non è raro che i giovani siano costretti a lasciare il proprio territorio per trovare opportunità altrove. A me è successo il contrario. Ero convinto che sarebbe stato necessario spostarmi e avevo iniziato a cercare altrove, poi ho conosciuto LimaCorporate e ho avuto la fortuna di trovare la strada che cercavo vicino a casa.

Ti sarebbe dispiaciuto lasciare il Friuli-Venezia Giulia?

Sinceramente sì. Durante l’università ho vissuto a Padova e la mia terra, per quanto vicina, mi mancava. Il Friuli Venezia Giulia è un territorio di confine con forse meno opportunità e servizi rispetto ad altre regioni italiane ma offre alcuni vantaggi per me impagabili. Gli spazi ampi, il verde, il poco traffico e la qualità di vita sono aspetti che molti danno per scontati ma che, rispetto ad altri posti, secondo me fanno la differenza.

Raccontaci meglio il tuo percorso in LimaCorporate

Come accennavo, ho iniziato il mio percorso in azienda nell’ufficio Regulatory ed è stata una grande palestra. Mi ha permesso di entrare approfonditamente in più o meno tutti i processi aziendali.
Sono rimasto in Regulatory per otto anni, diventando nel frattempo anche coordinatore e occupandomi in prima persona del rinnovo di tutti i certificati per i prodotti in classe 3 (ndr. tutti i prodotti impiantabili). Ad un certo punto però ho sentito di aver imparato tutto quello che potevo in quel ruolo e di aver dato tutto quello che potevo dare. Inoltre, mi mancava avere una componente pratica nel mio lavoro.
Quando si è aperta la posizione di Laboratory Manager ho capito subito che era un’opportunità. Potevo sfruttare il mio background in Regulatory e metterlo al servizio della validazione dei prodotti, potevo seguire in modo pratico il prodotto in fase di testing, contribuendo a garantirne e dimostrarne la sicurezza.
Ho sempre pensato che gli impianti che noi creiamo, prima o poi, potrebbero essere utilizzati sulle persone a me care o su me stesso. Quando lavoro penso a questo. Voglio essere sicuro di aver fatto quanto in mio potere per garantire un prodotto sicuro, che lavori bene, che possa donare nuovamente una buona qualità della vita al paziente. L’eMotion of Motion di cui parliamo sempre.
Già quando ero parte del Team Regulatory vedevo l’enorme importanza del laboratorio per la crescita dell’azienda. Era chiaro che a tendere gli enti avrebbero chiesto l’accreditamento del laboratorio e così è stato.

Qual è il ruolo dei laboratori all’interno di LimaCorporate?

I laboratori chimico e meccanico devono dare evidenza della sicurezza dei nostri materiali e prodotti.
Nel laboratorio chimico controlliamo a monte i materiali che utilizziamo per produrre le protesi e i processi a cui le protesi vengono sottoposte. Ad esempio, possiamo fare le analisi di eventuali contaminazioni e dare indicazioni su come risolvere le cause che hanno generato il problema. Oppure possiamo verificare che le polveri utilizzate per i processi di stampa 3D con cui otteniamo alcuni nostri prodotti rispondano ai requisiti interni o agli standard di riferimento.
Nel laboratorio meccanico simuliamo le condizioni che i nostri dispositivi possono incontrare una volta impiantati nei pazienti. Verifichiamo così, in un ambiente simulato, la resistenza delle nostre protesi, la loro stabilità rispetto all’osso del paziente, le loro performance ad usura, di fatto la loro vita utile.

Quali sono le sfide che affronti ogni giorno?

La mia sfida personale, paradossalmente, non ha niente a che fare con le attività di testing in senso stretto. La mia sfida personale è quella di cercare di tenere unito il mio team, un gruppo di persone che per me rappresenta tutto. La crescita del laboratorio è stata possibile solo grazie al grande lavoro di squadra.
Cerco di fare in modo che le persone che lavorano con me si sentano parte di un progetto e importanti. Chiunque, anche chi fa un lavoro specifico, deve sentirsi nella posizione di poter proporre un’idea. La mia sfida è dunque motivare queste persone, dedicare loro del tempo e valorizzarle. È un bell’investimento che richiede molto impegno e costanza ma i risultati si vedono in tutto quello che facciamo.

C’è qualche progetto a cui state lavorando ora che ti rende particolarmente orgoglioso?

Sicuramente sono orgoglioso del recente accreditamento ISO 17025 di ATLAs (l’Advanced Laboratory for Testing and Analysis) ottenuto in seguito all’attività di audit di Accredia, l’ente nazionale di accreditamento italiano designato dal governo per attestare le competenze, l’indipendenza e l’imparzialità dei laboratori.
Ma ovviamente non ci fermiamo mai e stiamo già lavorando ad altri progetti. ATLAs è nato nel 2019 per soddisfare la sempre maggiore richiesta di test dell’azienda. Dopo soli due anni, il laboratorio già fatica a tenere il passo con la crescita esponenziale di LimaCorporate.
Il passo successivo più semplice sarebbe stato quello di ampliare ulteriormente il parco macchine, ma dopo un ragionamento di gruppo ci siamo resi conto che forse il semplice ampliamento era la soluzione più semplice ma non quella giusta per l’azienda. Abbiamo quindi concepito una nuova idea, per ora top secret, che abbiamo soprannominato Leonardo, che esprime una nuova cultura all’interno del laboratorio e un cambio totale nel modo di fare.
Abbiamo l’ambizione di portare i nostri studi e i risultati dei nostri sforzi di sviluppo dei metodi di prova alle associazioni che si occupano di definire gli standard di riferimento. Vogliamo poter dire la nostra e passare da un ruolo passivo ad un ruolo attivo non solo all’interno dell’azienda ma anche all’esterno.

Quali sono i team con cui ti interfacci e come gestisci l’imparzialità del laboratorio?

Noi lavoriamo molto con il gruppo Ricerca e Sviluppo: i risultati dei nostri test validano le soluzioni proposte o guidano il redesign o l’ottimizzazione del prodotto dal punto di vista della sua sicurezza. Più in generale, siamo parte dei team di progetto per lo sviluppo dei nuovi prodotti, ci interfacciamo molto con Regulatory, Qualità e Produzione.
Il tema dell’imparzialità è qualcosa di molto sentito nel nostro lavoro anche perché è stato uno dei metri di valutazione del recente accreditamento. Dobbiamo riportare ai colleghi sia le cose che in fase di test sono andate bene, sia quelle che sono andate male. Indipendentemente dalle scadenze o dai ritardi che eventuali risultati non soddisfacenti possono comportare. Ricordo sempre a me stesso e alle persone del mio team che quello che noi oggi testiamo, domani potrebbe essere parte di noi e delle persone a noi care. Dobbiamo essere intransigenti e non scendere a compromessi.

Cosa significa per te avere una pioneering vision e come si applica a LimaCorporate?

Dirò una cosa banale ma secondo me avere una pioneering vision significa vedere e intuire le cose molto prima che accadano e fare di tutto per realizzarle prima che siano una necessità. È la vera discriminante tra l’aspettare che le cose accadano e reagire di conseguenza e l’anticiparle e facendosi trovare pronti. Per il laboratorio, l’accreditamento rappresenta il frutto di una pioneering vision.
Ho iniziato ad interessarmi all’accreditamento nel 2014, quando ancora facevo parte del gruppo Regulatory. Ho posto le basi di questo progetto nel 2016, quando sono diventato Laboratory Manager. Abbiamo iniziato a lavorare per questo obiettivo nel 2017.
A quel tempo nessuno, né internamente, né a livello di autorità regolamentatorie, richiedeva che il laboratorio fosse accreditato. Oggi il TÛV, il nostro organismo di certificazione in Europa, richiede obbligatoriamente l’accreditamento dei laboratori per poter ricertificare i nostri prodotti secondo MDR (il nuovo Regolamento Europeo per i Dispositivi Medici).
Se non fossimo partiti nel 2016 e se non avessimo lavorato intensamente per i 5 anni successivi, ora saremmo in ritardo e i nostri test non verrebbero nemmeno considerati dalle autorità, mettendo a serio rischio la commercializzazione dei prodotti. Ci siamo fatti trovare pronti quando serviva, grazie ad una pioneering vision maturata anni fa e a un lavoro determinato e mai ininterrotto.
Ovviamente non tutto fila sempre liscio. Qualche volta i progetti vanno bene e altri portano ad un vicolo cieco. Tuttavia, conta il modo di pensare, avere una visione e credere nelle proprie intuizioni.

Cosa ti piace di quello che fai in LimaCorporate?

Mi piace il fatto che lavorare qui sia una continua scoperta, una continua sfida. Quando arrivo al lavoro ho un’idea di massima di quello che farò ma nel corso della giornata ci sono sempre nuove sfide da affrontare. Ho nuovi stimoli e nuovi progetti a cui pensare. Mi piace poter avere nuove idee e riuscire a metterle in pratica.

C’è qualcosa che ti rende orgoglioso?

Ci sono tante cose che mi rendono orgoglioso. Sicuramente aver visto nascere i laboratori ATLAs e aver legato il mio nome e quello del mio gruppo al primo accreditamento di LimaCorporate.
Mi rende orgoglioso lavorare con delle persone che ogni giorno hanno qualcosa in più da dare e che guardano al futuro e non a “quello che si è sempre fatto”. Non è raro che quando ci lasciamo la sera con un problema, qualcuno mi mandi un messaggio la sera stessa o arrivi il giorno dopo con la soluzione. Ciò dimostra come il nostro lavoro sia molto più di un mezzo per avere uno stipendio a fine mese, è una passione.

C’è qualcosa che ti ha sorpreso nella cultura di LimaCorporate?

Ho sempre sentito nei miei confronti molta fiducia. Quando ero all’università non mi sarei mai aspettato che un giorno qualcuno mi dicesse: “C’è bisogno di un nuovo laboratorio, fallo. Noi ti diamo le risorse e tu gestisci il progetto.” Io non avevo mai fatto qualcosa di così ambizioso e con risorse così ingenti. Il fatto che l’Amministratore Delegato in persona mi abbia sostenuto e abbia detto che si fidava delle mie idee è stato bello e sorprendente al tempo stesso. Anche perché non era a rischio solo la mia credibilità professionale. Se qualcosa fosse andato storto sarebbe stato un grosso problema per l’azienda.
Anche in questo caso siamo davanti ad una caratteristica culturale che distingue LimaCorporate rispetto a quanto sento dire di molte altre aziende.

Quanto incide la storia di LimaCorporate in quello che l’azienda è oggi?

Se siamo relativamente sicuri di poter proporre cose nuove è perché siamo certi del nostro background, sia personale che aziendale. Noi sappiamo che tutto quello che facciamo come azienda ha una forte base di innovazione e di sfida tecnica, ma ci fidiamo del nostro lavoro e partiamo da una base molto solida. Questo non solo per il prodotto finito, ma anche per il modo in cui arriviamo allo stesso.
All’interno di LimaCorporate ci sono grandi competenze, forse a volte potremmo essere ancora più sicuri di noi stessi.

Pensi che il territorio abbia qualche tipo di influenza su LimaCorporate come azienda?

Sono convinto che la LimaCorporate non sarebbe l’azienda che è se non fosse in Friuli-Venezia Giulia.
Oggi LimaCorporate è un’azienda internazionale per cui lavorano tantissime persone da tutto il mondo ma secondo me mantiene un’anima friulana. Le persone di questa terra sono per indole molto legate al lavoro. Sono portate a trattare l’azienda per cui lavorano come fosse loro, mettendoci sempre un po’ del proprio.
LimaCorporate è sempre stata molto attaccata al territorio ed è sempre rimasta in zona, nonostante la posizione non sia tra le più comode e ben collegate. E chi ci lavora ed è friulano secondo me capisce molto bene l’importanza di poter lavorare in un’eccellenza che è anche sulla porta di casa e permette di mantenere il contatto con la propria terra.
C’è anche stata la capacità di alimentare il nucleo di LimaCorporate con l’arrivo di nuove personalità da altre zone del mondo. Personalmente, sono orgoglioso di lavorare per LimaCorporate perché, oltre ad essere una multinazionale, sento di lavorare per un’eccellenza del Friuli-Venezia Giulia.

Cosa ti appassiona fuori dal lavoro?

Mi piacciono le attività manuali. Mi piace lavorare il legno e dar forma alle cose.
Mi piace fare sport. Ho praticato la corsa in montagna fino a quando ho cominciato a lavorare, adesso continuo a correre e ad andare in bici. Mi piacciono in generale gli sport all’aria aperta, soprattutto ora che sono papà e bisogna conciliare i propri hobby con le esigenze famigliari.
Una passione recente, che ho apprezzato soprattutto durante il lockdown, è quella di piantare alberi. Purtroppo, ho finito lo spazio in giardino per farlo ma, se potessi, lo farei anche nel giardino degli altri.

Se non avessi seguito questa carriera cosa avresti fatto?

Vivendo nel mondo dei sogni, dove non bisogna guadagnare per vivere, mi sarebbe piaciuto fare l’alpinista o l’esploratore.
Se devo invece pensare a qualcosa di più concreto… sinceramente non ci ho mai pensato perché sento di essere nel posto in cui devo essere. Dovessi cambiare, manterrei fermo il mio proposito di aiutare le persone che comunque hanno difficoltà o con disabilità.

Vi presentiamo Heather Kim Marketing Specialist in LimaCorporate

Adoro vedere i nostri prodotti in azione e dare ai chirurghi qualcosa che possa migliorare il loro lavoro e la qualità di vita dei pazienti.
Come ti chiami e da dove vieni?

Ciao, sono Heather Kim e vengo da Seoul, in Corea del Sud. Dal 2017 lavoro per Lima Korea nel ruolo di Marketing Specialist.

In cosa consiste il tuo lavoro?

Il mio ruolo consiste nella promozione dei prodotti LimaCorporate in Corea, e nel trovare il giusto approccio per accedere al mercato coreano e costruire relazioni con nuovi chirurghi. Collaboro anche con il nostro dipartimento di Studi Clinici perché, oltre ad essere obbligatori per legge, offrono un supporto fondamentale alla dimostrazione scientifica dell’efficacia dei nostri prodotti.

Qual è stato il tuo percorso? Com’è iniziata la tua carriera?

Il mio background è molto legato al mio lavoro. Sono laureata in Ingegneria Biologica e i miei studi sono la solida base su cui ho costruito la mia carriera. Nel mio primo lavoro, ho lavorato per un concorrente come ricercatrice clinica e il mio compito era trovare evidenze cliniche per i prodotti sul mercato coreano.

Perchè ti sei unita a LimaCorporate?

Il motivo è molto semplice. Il direttore generale di Lima Korea ha presentato molto bene l’azienda rendendola attrattiva ai miei occhi. Nella sua visione, Lima Korea non disponeva di sufficienti prove cliniche sui pazienti asiatici e necessitava di supporto nell’area marketing e promozionale. Ho pensato che fosse un'incredibile opportunità per migliorare le mie capacità professionali e combinare il mio background clinico con il marketing.

Puoi descriverci un tuo tipico giorno di lavoro?

Le mie giornate sono varie. Seguo gli studi clinici in Corea, comunico con tutti i siti e in secondo luogo pianifico eventi promozionali sia per i prodotti esistenti che per quelli nuovi.
Sono anche in costante contatto con i chirurghi. Raccolgo i loro feedback e mi assicuro che non riscontrino criticità nell'utilizzo dei nostri impianti e dei set di strumenti. Riporto le loro richieste alla sede centrale e costruisco con loro una solida collaborazione.

Diresti che lavorare per LimaCorporate ha accresciuto le tue capacità professionali? Come?

Ero specializzata solo in ambito clinico. Quando sono entrata a far parte di LimaCorporate, ero l'unica addetta al marketing in Lima Corea e ho costruito tutto da zero. È stato difficile trovare da sola il giusto approccio ma allo stesso tempo tale condizione mi ha fatto crescere molto. Ho cercato di imparare dai colleghi delle altre filiali e della sede centrale ma anche dai concorrenti. Dopo 4 anni, mi sento ancora una studentessa che non smetterà mai di imparare.

C’è un progetto in particolare a cui stai lavorando ora?

In questo momento, sto lavorando alle nuove attività promozionali per Extremities, sto raccogliendo esami di pazienti asiatici con il team R&D e attivando alcuni nuovi interessanti studi clinici. Sto anche lavorando con la sede centrale a un progetto di sviluppo per il ginocchio che coinvolge anche un chirurgo coreano. Tutti progetti piuttosto interessanti.

Quali sono le tue sfide a lavoro?

Le sfide che incontro nel mio lavoro sono comuni a quelle che incontrano tutte le aziende ortopediche. Il paziente asiatico medio ha un'anatomia più piccola degli americani o degli europei. I chirurghi hanno spesso difficoltà ad adattare le taglie al mercato locale e richiedono protesi personalizzate. Fortunatamente, LimaCorporate è percepita dai chirurghi coreani come una delle aziende più innovative e c'è margine per coprire il divario dimensionale.
Un'altra grande sfida in Corea è data dalla rigida politica dei prezzi che il governo ha imposto sui dispositivi medici. A volte è difficile far rientrare il costo delle tecnologie innovative in quello spazio.

Hai detto che LimaCorporate è vista come un'azienda innovativa in Corea, ma cosa significa per te essere pionieri e come cerchi di essere una pioniera nel tuo lavoro?

LimaCorporate ha una storia molto lunga con i prodotti per l'anca rispetto a quelli per il ginocchio e alla spalla. Molti chirurghi sono rimasti colpiti dai nostri steli e teste femorali modulari e considerano LimaCorporate un'azienda più innovativa rispetto ad altre. Questa eredità mi aiuta ancora una volta a promuovere l'azienda e la sua visione pionieristica.
Ora che il nostro servizio di design offre la possibilità di sviluppare impianti di stampa 3D gli impianti di stampa 3D, i chirurghi sono nuovamente colpiti perché hanno consapevolezza del fatto che non sia semplice raggiungere la precisione che noi raggiungiamo nello sviluppo di tali componenti. Anche se dobbiamo negoziare con il governo per portare In Corea tecnologie di alto livello, i chirurghi sono consapevoli che stiamo cercando di offrire loro il meglio.

Cosa ami del tuo lavoro?

Adoro vedere i nostri prodotti in azione e dare ai chirurghi qualcosa che possa migliorare il loro lavoro e la qualità di vita dei pazienti. Ogni volta che sento le storie di successo dei chirurghi dopo l'uso degli impianti LimaCorporate mi sento felice e orgogliosa. Queste sono le storie che mi portano a fare questo lavoro.

Puoi raccontarci almeno una delle storie che ti ha colpita in modo positivo?

Ne ho una nel mio cuore. C'era un paziente piuttosto giovane che aveva un grave problema di cancro alle ossa. A causa del tumore non aveva abbastanza tessuto osso per tenere l'impianto al suo posto. Il chirurgo, che non era un utilizzatore di LimaCorporate, mi ha chiamato per la prima volta direttamente e ha chiesto supporto in questo difficile caso. Abbiamo presentato le nostre soluzioni per la spalla e le opzioni stampate in 3D. È rimasto soddisfatto delle dimensioni della nostra glena ha deciso di usarla e ha chiuso con successo il caso del suo paziente. Non è facile trovare l'impianto della giusta dimensione per pazienti una storia clinica come questa, e per me questo caso è stato davvero memorabile. È qualcosa che ricorderò per sempre e che ha toccato il mio cuore.

Di quale traguardo sei più orgogliosa da quando sei in LimaCorporate?

Sono sempre orgogliosa quando posso coinvolgere chirurghi coreani nei progetti LimaCorporate. Ad esempio, quando la sede centrale sta lavorando allo sviluppo di nuovi prodotti, cerco sempre di far includere anche sviluppatori coreani. Non è sempre facile perché i chirurghi coreani hanno una prospettiva e un approccio diversi all'anatomia, ma quando la collaborazione decolla, sono davvero felice. Avere sviluppatori coreani coinvolti in progetti di sviluppo ci aiuta a creare impianti migliori per il nostro paese.

Com’è lavorare con un team internazionale?

Penso sia molto utile. Il team di marketing della sede centrale è davvero attivo nell'ascoltare le esigenze della nostra filiale. La squadra è solidale. A volte può essere difficile capire da sola le esigenze dei chirurghi, ma quando lavoriamo insieme, troviamo sempre le soluzioni più adeguate per assistere i chirurghi.

Parliamo della storia di LimaCorporate e del patrimonio manifatturiero. Cosa pensi che ci distingua dai concorrenti?

Quando parlo con i chirurghi parto sempre dalla nostra storia. La nostra è una storia di innovazione. Sottolineo sempre il nostro patrimonio tecnologico che appare sempre molto nitido nella mente dei chirurghi. Riconoscono e apprezzano anche il nostro passato nel settore automobilistico e aeronautico.

I chirurghi apprezzano il “Made in Italy” delle nostre protesi?

Sicuramente la maggior parte dei nostri competitor sono statunitensi e noi siamo una delle poche, se non l'unica, azienda italiana ad avere un tale riconoscimento nel mondo. Il fatto che la totalità dei nostri impianti sia made in Italy è sinonimo di qualità ed è apprezzato dai chirurghi. Anche il controllo qualitativo che effettuiamo su tutti i nostri impianti risulta un vantaggio competitivo va a nostro vantaggio.

Cosa ti appassiona al di fuori del lavoro?

Amo lo sport e le attività all'aria aperta. Amo il tennis, andare in bicicletta e arrampicare.

Se potessi avere un'altra carriera, cosa faresti?

Vorrei lavorare per un'azienda automobilistica. Quando ero all'università, ho trascorso un anno in Australia lavorando come stagista di marketing per un'azienda automobilistica coreana. È stato molto interessante vedere come ogni parte del veicolo e le singole componenti vengono prodotte.

Vi presentiamo Matej Ferletič Area Sales Manager per Eastern Europe in LimaCorporate

Il mondo dell’ortopedia è affascinante di per sé, ma solo quando ci lavori capisci quanto sia importante. In Lima lo è ancora di più perché siamo un’azienda che innova e sa osare.
Osare non è sempre appagante ma se non ci fosse nessuno a farlo, andremmo ancora in giro con cavallo e calesse. Mi piace far parte di un’azienda che cerca sempre di portare soluzioni nuove.
Ciao Matej, raccontaci un po’ di te. Chi sei? Da dove arrivi? Qual è il tuo ruolo all’interno di LimaCorporate?

Sono originario di Doberdò del Lago, un paese in provincia di Gorizia, e faccio parte della minoranza slovena del Friuli Venezia Giulia. In LimaCorporte sono Area Sales Manager per Eastern Europe. Nella pratica mi occupo direttamente del mercato sloveno, della gestione dei distributori attuali e della ricerca di nuovi partner commerciali.

Come sei arrivato in LimaCorporate, qual è il tuo background?

È tutto nato dal caso. Subito dopo il liceo ho iniziato a lavorare come programmatore per un’azienda di software in cui mi occupavo di chip. Durante questa prima esperienza però mi sono reso conto che il lavoro d’ufficio canonico non faceva per me e che la mia indole mi spingeva verso l’area commerciale. Per un periodo ho provato a fare vendite nell’ambito informatico con prodotti ideati da me ma, proprio quando stavo per trasferirmi a Londra, mi sono imbattuto in un annuncio di lavoro in cui un’azienda ortopedica cercava un bilingue in zona Gorizia. Io non ne sapevo niente ma ho fatto comunque il colloquio e mi hanno preso. Il mondo dell’ortopedia mi ha affascinato subito. Ho studiato tanto anatomia, le protesi, le patologie, andavo a chiedere aiuto ai chirurghi.
Il distributore per cui lavoravo era piccolo ma ciò mi ha permesso di prendere dimestichezza con tutti gli aspetti del lavoro. Dopo nove anni, ho fatto il salto con una multinazionale occupandomi di Slovenia ed Emerging markets, e dopo quattro anni, nel 2017, sono arrivato in LimaCorporate.
In LimaCorporate ho iniziato come Marketing Manager per Easter Europe e responsabile delle vendite del ginocchio per la Slovenia. Dopodiché, nel 2019, ho avuto l'opportunità di affiancare l’attività di vendite al marketing in tutta l’area.

Come mai hai deciso di unirti a LimaCorporate?

All’epoca la mia azienda era in fase di ristrutturazione e per continuare a lavorare lì avrei dovuto spostarmi a Milano. Io non volevo assolutamente farlo e ho interrotto la collaborazione.
Naturalmente in tutte le esperienze ci sono dei pro e dei contro. Nelle aziende, molto grandi, come quella in cui lavoravo prima, tutto era già scritto e prestabilito. I binari erano tracciati e non era possibile lasciarli. In LimaCorporate invece i binari si creano, assieme al gruppo. È un continuo work in progress e i risultati che si ottengono sono frutto del lavoro di squadra che spinge verso lo stesso obiettivo.
Quando stavo per lasciare la mia vecchia azienda avevo la possibilità di scegliere tra due nuove realtà ma è bastato parlare con il mio responsabile per capire che LimaCorporate era la scelta giusta per me.
Lima è un’azienda innovativa che fa innovazione. È raro che segua percorsi già battuti, e questo è molto stimolante. Ti dà la possibilità di crescere come professionista e come persona e, dato che nella vita non si smette mai di imparare, è una grandissima opportunità.

Parliamo del tuo ruolo in azienda. Sei la connessione tra LimaCorporate e i paesi Eastern Europe ma non solo. Una connessione che esiste anche dentro di te, visto l’appartenenza alla minoranza slovena in Italia. Hai una giornata tipo?

Una parte fondamentale del mio lavoro è cercare nuovi distributori e non sempre è semplice. Nei paesi con cui ho a che fare io, LimaCorporate non è ancora ben conosciuta. Potrebbe sembrare uno svantaggio ma in realtà gioca a mio favore perché quando presento l’azienda, è subito chiaro quale sia il nostro background, con un’esperienza pluridecennale e prodotti ottimi. La parte più difficile arriva quando il distributore deve a sua volta confrontarsi con i chirurghi e convincerli ad usare LimaCorporate.
La mia giornata mi vede quindi rispondere alla mole di e-mail che mi arrivano dai distributori e coltivare i rapporti con loro. Ovviamente c’è anche la gestione della parte amministrativa, logistica, regolatoria.
Ecco, quindi, cosa intendo quando dico che spesso i binari sono da “costruire”. Mi confronto con paesi con cui LimaCorporate, in alcuni casi, non ha mai avuto a che fare. Paesi con legislazioni e procedure completamente diverse, che però vanno seguite per poter accedere al mercato. È questa la fase in cui si lavora di squadra con i team legal, regulatory, customer service per adempire alle richieste.
Poi ovviamente ci sono i rapporti con i partner consolidati con cui l’obiettivo è mantenere e aumentare la nostra quota di mercato.

E come si mantiene la quota di mercato?

Io spingo sempre sulla Medical Education. Cerco di convincere i distributori a mandare i medici in giro per il mondo per assistere a Focus Session o a Surgeon to Surgeon. Quando i chirurghi partecipano ad un evento di medical education e possono toccare con mano la qualità dei prodotti LimaCorporate, diventano quasi automaticamente nostri partner.

Stai lavorando a qualche progetto interessante?

Il mio focus, in questo momento, sono i paesi del Golfo e il Sud Africa. Il Golfo è un mercato interessante ed è la porta per arrivare in altri paesi dell’area.

L’obiettivo di LimaCorporate è restituire l’emozione del movimento nei pazienti e a migliorare continuamente l’ortopedia. Cosa significa per te?

Il mondo dell’ortopedia è affascinante di per sé, ma solo quando ci lavori capisci quanto sia importante. In Lima lo è ancora di più perché siamo un’azienda che innova e sa osare.
Osare non è sempre appagante ma se non ci fosse nessuno a farlo, andremmo ancora in giro con cavallo e calesse. Mi piace far parte di un’azienda che cerca sempre di portare soluzioni nuove.

È questo quello che ci differenzia dai competitors?

Tanto dipende dalla grandezza dell’azienda. Ovviamente anche i big hanno un dipartimento dedicato alla ricerca ma non è quello il focus aziendale.
Sono le aziende più piccole come LimaCorporate che devono osare per imporsi sul mercato. Alcune aziende della stessa grandezza si accontentano di proporre gli stessi prodotti. Non dico che Lima sia l’unica ad avere questa filosofia ma per noi innovare e migliorare costantemente è un mantra, non possiamo permetterci di fare diversamente.

Quali sono i traguardi di cui vai più fiero da quando sei in LimaCorporate?

Sicuramente mi rende orgoglioso aver aperto la strada per portare LimaCorporate il Golfo. Aver spinto molto la Medical Education in Eastern Europe sta portando risultati importanti che mi rendono orgoglioso.

In LimaCorporate parliamo sempre di passione e persone. C’è un esempio di collaborazione particolarmente riuscita?

Quando ho iniziato a lavorare in LimaCorporate i paesi di Eastern Europe formavano un’unica area con i paesi di Southern Europe.
Durante quel periodo si sono stretti rapporti di collaborazione così stretti che ancora oggi molta Medical Education di Eastern Europe viene fatta in Portogallo. Lo stesso format viene usato anche negli altri paesi dell’area, Polonia,Repubblica Cieca ecc., ma la collaborazione con il Portogallo però dimostra come i rapporti umani siano più forti della distanza geografica.

Come ti rapporti con i chirurghi?

Anche in questo caso i rapporti umani sono fondamentali. Quando visito i distributori organizziamo spesso incontri con i chirurghi che amano avere rapporti diretti con la casa madre. Il lato umano nel nostro lavoro è fondamentale e a me piace proprio per questo.

Se dovessi descrivere la cultura Lima in poche parole?

Ne bastano due: innovazione e passione. La seconda è fondamentale. Tantissimi in Lima lavorano come se l’azienda fosse loro e questo fa la differenza.

Trovi che il nostro Italian Design sia un punto a favore nella tua area?

Gli stereotipi esistono ovunque e anche verso gli Italia ce ne sono. Ma se vai ad analizzare cosa ha prodotto l’Italia in termini di design e ingegneria, il genio italiano è innegabile. Quando iniziamo a lavorare assieme tutti si rendono conto della serietà di LimaCorporate quindi riamane solo la parte positiva dello stereotipo.
Chi ha a che fare con Lima capisce che il futuro dell’azienda è quello di diventare uno dei più importanti player mondiali in ortopedia.

Cosa ti appassiona al di fuori del lavoro?

Mi piace l’arte e lo sport. Disegno, leggo, fotografo, ogni tanto scrivo. Giocavo a calcio, faccio surf, basket, tennis. Capisco bene quindi cos’è l’emozione del moviento, the eMotion of Motion.
Con due bambini piccoli il tempo è poco.

Se potessi cambiare completamente lavoro cosa faresti?

Cosa voglio fare da grande? Ancora non lo so. Di sicuro non farei dei miei hobby un lavoro perché avrei paura di far venire meno la parte di divertimento.
A livello professionale, ho avuto l’opportunità di cambiare settore ma sento che ho ancora troppo da imparare per abbandonare l’ortopedia.

Secondo te far parte di una minoranza ti ha aiutato in campo lavorativo?

La cultura italiana e quella slovena sono diversissime e mi reputo molto fortunato a portarle entrambe dentro di me. Vivere sul confine vuol dire avere molte opportunità, e una maggiore apertura mentale in generale. Io ho anche la fortuna di avere due lingue madri, e certamente il tutto mi ha aiutato sul lavoro.

Vi presentiamo Juan, Doug, Alessio e Giovanni i nostri ingegneri presso il ProMade POC Center

La parola che meglio descrive LimaCorporate è passione: tutti siamo entusiasti di quello che facciamo, lavoriamo con grande energia e determinazione e questo rende l’ambiente molto amichevole.
Ciao Ragazzi, presentatevi, come vi chiamate, da dove venite, cosa fate in LimaCorporate?

DJ: Mi chiamo Doug Jones e sono un Ingegnere di Produzione al ProMade PoC Center. Ora vivo a New York ma sono originario della California.
AB: Sono Alessio Barone e vengo da Palermo, Sicilia. Lavoro come Process Engineer nello stabilimento produttivo di LimaCorporate a Segesta. Ora sono temporaneamente basato a New York al ProMade PoC Center.
GC: Sono Giovanni Caccamo. Anche io sono nato in Sicilia, ma da diciassette anni vivo in Friuli Venezia Giulia, dove si trova la sede centrale di LimaCorporate.
JM: Ciao, mi chiamo Juan Morales e lavoro qui al ProMade PoC Center. Sono New Yorkese da ormai 31 anni.

Quando è iniziato il vostro percorso in LimaCorporate?

DJ: Ho iniziato a Febbraio 2021.
JM: Anche io ho cominciato all’inizio del 2021. Siamo proprio le nuove leve.
AB: Io ho iniziato nel 2009 quindi sono già passati 12 anni.
GC: Vi batto tutti, sono qui da 17 anni.

Perchè avete deciso di unirvi a LimaCorporate?

DJ: Il ProMade PoC Center mi ha affascinato da subito. Ho pensato fosse un’opportunità unica nel suo genere quella di aprire uno stabilimento produttivo all’interno di un ospedale. Mi sono concentrato sulle opportunità che avrei avuto in azienda e all’impatto positivo che avrei potuto avere suIla vita delle persone.
AB: Penso di essere trovato al posto giusto al momento giusto. Lo stabilimento in Sicilia stava crescendo e ho visto un’opportunità unica per me. C’erano nuove tecnologie, un buon ambiente di lavoro e un gruppo fantastico.
GC: Per me è stato il primo lavoro. Avevo solo 18 anni ma ho avuto da subito una buona sensazione sull’ambiente di lavoro in cui stavo entrando. Avevo ragione.
JM: Avevo già lavorato nel settore medicale in precedenza. Poi ho lavorato anche nella Ricerca e Sviluppo, ma ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto unire i due mondi. Ecco quando ho trovato LimaCorporate.

Quali sono le sfide che affronti ogni giorno a lavoro?

DJ: Per me la sfida più grande è adattarmi a questo nuovo settore, dato che il mio passato professionale è nell’aeronautica. Sto imparando e mi accorgo di apprendere ogni giorno qualcosa di nuovo. Il settore medicale è interessante ma anche regolato, il che rende lavorare al ProMade PoC Center molto stimolante.
AB: Grazie a questa esperienza al ProMade PoC Center ho avuto l’opportunità di affrontare le molte sfide che derivano dall’apertura e dalla costruzione di uno stabilimento produttivo ex novo. È stata una esperienza professionale e personale grandiosa.
GC: Per aprire uno stabilimento produttivo in un ospedale bisogna sapere molto bene quello che si sta facendo. Anche se il ProMade PoC Center è di dimensioni ridotte, presenta ha le stesse necessità di uno stabilimento grande. Qui supervisioniamo tutto, dai nuovi fornitori ai nuovi colleghi. Di sicuro non ci annoiamo mai.
JM: La sfida principale è essere un tuttofare con conoscenze in diversi ambiti. All’inizio può spaventare ma sento di migliorare ogni giorno e soprattutto di crescere ogni giorno professionalmente.

La missione di LimaCorporate è restituire l’emozione del movimento nei pazienti per rendere la loro vita più facile e attiva. Per questa ragione cerchiamo di trasformare e migliorare il settore ortopedico. Cosa significa per voi?

DJ: Cerco di tenere bene in mente il l’effetto che il mio lavoro ha sul Paziente, in qualsiasi attività che veda il mio contributo. Che sia la creazione di un nuovo impianto o lo sviluppo di un nuovo processo produttivo. Ogni giorno quando arrivo a lavoro mi chiedo: come posso migliorare il prodotto? Come faccio a migliorare l’esperienza del paziente?
AB: Quello che stiamo costruendo qui al ProMade PoC center è guidato dalle innovazioni tecnologiche. Per me significa migliorare di conseguenza le mie competenze personali e progredire anche a livello professionale.
GC: Per me significa che l’azienda LimaCorporate è già proiettata nel futuro. Nel corso dei miei 17 anni qui ho visto cambiare in meglio molte cose, non vedo l’ora di scoprire cosa succederà da qui in avanti.
JM: Penso che tutti in LimaCorporate siano focalizzati sul futuro e sul miglioramento delle soluzioni che proponiamo. Dopo la formazione in sede e qui, sento che il contributo più significativo che posso dare è quello di portare nuove idee. Sono curioso di scoprire cosa realizzeremo al ProMade PoC Center perché so che potremo fare davvero la differenza nella vita delle persone proponendo loro soluzioni personalizzate.

Cosa vi ha sorpreso maggiormente quando siete entrati al ProMade PoC Center e ovviamente in LimaCorporate?

DJ: Buona domanda! Quello che mi ha sicuramente colpito quando ero in Italia per seguire il programma formativo per i nuovi assunti è stata la passione che tutti mettono nel proprio lavoro. Sembra che tutti siano felici di venire a lavoro, fare del proprio meglio, spingersi oltre per spingere oltre anche l’azienda. Tutti sembrano incarnare quella visione pionieristica che contraddistingue LimaCorporate. Poi, una volta arrivato al ProMade PoC Center a New York ho pensato a quanto fosse bello avere una tale opportunità nel centro di Manhattan. È una struttura unica nel suo genere, stiamo esplorando terre sconosciute ed è molto affascinante esserne parte.
AB: Mi sono sempre occupato di tecnologia, ma in LimaCorporate mi ha colpito soprattutto lo spirito di gruppo. Siamo un grande team ed è bello vedere così tante persone spingersi verso lo stesso obiettivo. Sono molto orgoglioso di fare parte di questa squadra.
GC: LimaCorporate è più di un posto di lavoro, è la mia casa da 17 anni. Il ProMade PoC Center è come un figlio per me. Potete solo immaginare quanto mi renda felice vederlo aperto. Spero che cresca sempre di più.
JM: Un aspetto che mi ha davvero affascinato quando sono arrivato in LimaCorporate è stata la passione che tutti mettono nel loro lavoro. Si percepisce la passione per l’ingegneria e la voglia di creare prodotti di ottima qualità. Ho notato anche che tutti prestano molta attenzione all’estetica. Gli impianti o gli strumentari non solo devono essere perfetti e funzionali, devono anche mantenere un design riconoscibile e “italiano”.

Il che ci porta al prossimo argomento che riguarda le nostre radici Italiane. Pensate che il nostro passato ci distingua dai competitors? Trovate che il “design” italiano viva anche lì a New York?

DJ: L’esperienza di LimaCorporate si respira ogni giorno. Durante la formazione ho avuto modo di fare molte domande a Giovanni e alle persone in HQ. Ho ricevuto solo risposte interessanti e cariche di esperienza. Direi che quindi il DNA Italiano è ancora presente e ben visibile, anche qui a New York.
AB: Credo che la nostra eredità giochi un ruolo fondamentale nel nostro successo. Ogni nuovo prodotto, ogni nuova idea viene filtrata dall’esperienza e ciò fa una grande differenza.
GC: Penso che la nostra esperienza e il nostro passato siano la nostra forza. È quello che ci rende unici.
JM: La mia esperienza professionale è nella produzione generale ma pian piano sto imparando a lavorare con la stampa additiva. So che quando le aziende americane stavano appena iniziando ad usare la stampa 3D, LimaCorporate aveva già maturato anni di esperienza. È un fattore che non si può trascurare e che fa la differenza in tutto il mondo.

Ora che il ProMade PoC Center è aperto, come vedete il suo futuro e il futuro dell’ortopedia in generale?

DJ: Penso che il ProMade PoC Center rappresenti una grande opportunità per il settore. Posso solo immaginare le tecnologie che nasceranno da una simile collaborazione tra chirurghi e ingegneri. È sempre molto difficile riunire tutte le persone in una stessa stanza per discutere nuove idee e tecnologie, ma qui è possibile. Anche se faccio parte di questo settore da poco, credo che vedremo innovazioni veloci su processi e soluzioni, portando molti miglioramenti all’ortopedia.
AB: Vedo due opportunità principali che derivano dal ProMade PoC Center. La possibilità per gli ignegneri di lavorare fianco a fianco con i chirurghi e la possibilità di mostrare come lavoriamo e la qualità che mettiamo nei nostri impianti.
GC: In aggiunta a quanto detto da Alessio, credo anche la velocità nel servizio sarà un fattore chiave del ProMade PoC Center.
JM: Il ProMade PoC Center è il simbolo del lean manufacturing. Siamo tutti riuniti qui e questo ci consente di arrivare a soluzioni veloci, veloci cambi di design e un successo più veloce per il paziente.

Se doveste scegliere tre parole o concetti per descrivere LimaCorporate quali usereste?

DJ: Penso che la parola che meglio descrive LimaCorporate abbia a che fare con la passione. Tutti sono appassionati in LimaCorporate e tutti lavorano come se l'azienda fosse loro, il che rende l'ambiente molto amichevole, che è la seconda parola che userei per descrivere l’azienda. LimaCorporate è anche innovativa e focalizzata sulla trasformazione dell'ortopedia.
AB: Sono d'accordo con Doug. La passione dei dipendenti di LimaCorporate è evidente a tutti coloro che vengono a trovarci. Siamo anche innovativi, veri pionieri nel nostro settore. Inoltre, ci impegniamo per la precisione e la qualità, quindi come terza concetto che userei è “focalizzati sulla qualità”.
GC: Anch'io sono d'accordo con entrambi. Aggiungerei solo internazionale. Il fatto che io e Alessio siamo qui la dice lunga su quanto siamo globali ed entusiasti.
JM: Sono d'accordo con i miei colleghi, siamo davvero appassionati, innovativi e focalizzati sulla qualità.

Che cosa amate del vostro lavoro? Cosa vi motiva?

DJ: Il lavoro qui è ogni giorno diverso il che è molto interessante. Inoltre, lavoro con persone grandiose.
AB: Per qualcuno che ama la tecnologia e la produzione avanzata come me, questo è il posto giusto. Qui, posso esplorare diversi aspetti del lavoro che amo e per me è una grande fonte di motivazione.
GC: Per me è l’opportunità di iniziare da un’idea o un disegno e trasformarli in qualcosa di concreto.
JM: Per me è l’opportunità di aiutare qualcuno e vedere nascere nuove tecnologie.

Cosa vi appassiona al di fuori del lavoro?

DJ: Passo molto tempo con la mia famiglia. Mi sono appena sposato e trasferito a NY. Io e mia moglie amiamo passare il tempo all’aria aperta ed esplorare i dintorni.
AB: Anche io adoro passare tempo con la mia famiglia. Sono la ragione per cui sono qui.
GC: Io amo suonare la batteria e guidare la mia moto. Assieme a mia moglie, ovviamente.
JM: Anche io passo molto tempo con la famiglia. Più in generale invece, amo l’estate e tutte le attività ad essa collegate.

Vi presentiamo Erik Greenhagen Global Director MedEd and Sales Training

Con una carriera nell'Ortopedia lunga venticinque anni, la passione di Erik per questo settore è davvero d'ispirazione. Nella veste di Manager globale di LimaCorporate, ci racconta la sua visione e quello che secondo lui ha in serbo il futuro per il team, dalla crescita della digitalizzazione al modo tutto nuovo di lavorare.
Ciao Erik, presentati. Cosa ha influenzato di più la tua carriera, e cosa ti ha portato in LimaCorporate?

Prima di intraprendere la carriera nel settore ortopedico, all'università, ho studiato risorse umane. Riflettendoci ora, forse questo percorso di studi ha preparato la strada per il mio lavoro di oggi. Il mio ruolo richiede conoscenza e comprensione delle persone. Alla fine dei conti, è proprio questo che fa LimaCorporate, focalizzarsi sulla cura delle persone.

La mia storia è abbastanza unica. Mio padre lavorava proprio in questo settore, quindi conosco il mondo dell'Ortopedia sin da bambino. A 11 anni guardavo video di chirurgie di ginocchio e anca e lo aiutavo a prepararsi per gli interventi nei dintorni di New York. Non ho mai conosciuto altro nella mia vita.

Per anni ho lavorato per aziende concorrenti, poi mi sono trovato nel posto giusto al momento giusto e mi sono unito a LimaCorporate cinque anni fa. Ho portato con me l'esperienza maturata nei miei ruoli precedenti per introdurre i prodotti anca e ginocchio di LimaCorporate sul mercato statunitense, nel quale la nostra azienda era quasi sconosciuta.

Mi sono subito appassionato alla mentalità di LimaCorporate. Non mi dimenticherò mai il primo impegno con l'azienda nel 2016, dove ho sentito la passione scorrere e ho visto in prima persona la qualità dei prodotti che produciamo.

Quando ho visitato il quartier generale in Italia, quando e ho visto la coordinazione, la precisione nello svolgere i test qualitativi, tutto è diventato chiaro. Questa dedizione nei confronti della qualità è alla base di LimaCorporate e ho capito di aver fatto la scelta giusta, e che era il posto per me.

Raccontaci del tuo ruolo in LimaCorporate?

Ho avuto la fortuna di crescere con l'azienda negli anni.. Guido una squadra che si confronta quotidianamente con i chirurghi, fornendo loro i prodotti di cui hanno bisogno per dare la cura migliore ai propri pazienti. Ci occupiamo anche della formazione dei team di Vendita in modo che possano interagire al meglio con i chirurghi e assicurare loro una conoscenza approfondita dei prodotti e di quelli dei nostri concorrenti.

Cosa ti piace maggiormente del tuo lavoro?

La possibilità di supportare i chirurghi nell'apprendimento dei nostri prodotti e aiutare i nostri venditori affinché siano in grado di assistere i medici nel miglior modo possibile. È molto gratificante. Mi piace la passione e la concentrazione di tutti quelli con cui lavoro. Non perdiamo mai di vista il nostro obiettivo e la nostra ambizione.

In che modo il tuo team si fa strada nell'innovazione?

Come azienda, già da un po' di tempo stiamo sviluppando le nostre capacità digitali, sia in termini di prodotto che di vendita. Questo ha implicato un'accelerazione delle competenze del team, che lavora in un mondo sempre più digitale. Dall'apertura di strutture all'avanguardia come il ProMade PoC Center, con il quale abbiamo portato uno stabilimento produttivo in uno dei migliori ospedali al mondo, allo sviluppo delle nostre competenze di stampa 3D e di Smart SPACE, con le quali cerchiamo costantemente di trasformare l'industria ortopedica e di esserne pionieri.

Quali sfide affrontate ogni giorno?

Siamo una squadra incentrata sull'esperienza pratica. Il cambio di rotta verso il mondo digitale è stato difficile. Abbiamo dovuto adattarci e il gruppo ha lavorato senza sosta per portare online le interazioni con i chirurghi e i colleghi e ricreare la stessa atmosfera degli incontri di persona.

Nell'ultimo anno ci siamo concentrati sull'interazione online sia verso i nostri clienti che verso il nostro Team di Vendita. Quello che ne è risultato è stato un periodo molto costruttivo, sia della nostra piattaforma di online education sia degli eventi virtuali. Questo cambiamento ci ha permesso di raggiungere un'audience ancora maggiore. Per esempio, attraverso la Medicale Education offriamo ai chirurghi dei "laboratori di competenze". Siamo consapevoli che nel nostro futuro c'è un mondo di eventi ibridi, in cui interagiranno formazione virtuale e pratica, appena si potrà.

Cosa ti rende più orgoglioso della tua carriera?

Sapere che quello che facciamo e che i prodotti che abbiamo possono risolvere il dolore cronico dei pazienti e restituire loro il movimento – ecco cosa mi motiva ogni giorno. Sono incredibilmente entusiasta di quello che faccio. Vedere un paziente entrare in sala operatoria e sapere che stiamo per risolvere un grosso problema mi rende felice.

Se non facessi questo mestiere e non lavorassi per LimaCorporate, quale sarebbe il tuo lavoro dei sogni?

Mi piace molto cucinare, di sicuro è merito delle mie radici italiane! Mia madre è per metà italiana e lei e mia nonna sono cuoche sensazionali. Mi piace il modo in cui il cibo avvicina le persone, anche attraverso qualcosa di molto semplice come un pranzo virtuale.

Guardo sempre i programmi di cucina, che hanno comunque una grossa componente umana e di insegnamento. È un'area che esplorerei volentieri. Stavo quasi per intraprendere una scuola di cucina. L'idea di apprendere qualcosa che ti appassiona e mostrarlo agli altri è magico.

Un'altra possibile carriera sarebbe di sicuro nelle vendite. È nella mia natura trovare un prodotto che mi appassiona, metterlo davanti alle persone e vederle emozionarsi.

Se la storia di Erik ti ha ispirata/o e sei interessata/o ad unirti alla famiglia LimaCorporate, visita la nostra pagina dedicata per prendere visione delle posizioni aperte.

Vi presentiamo Chiara Gorasso Quality Management System (QMS) Coordinator

In LimaCorporate da quasi quattro anni e mezzo, la passione di Chiara è garantire la qualità in tutto ciò che facciamo. Ingegnere biomedico di professione, condivide con noi il suo viaggio in LimaCorporate e ci racconta di come il suo team continui a guidare l'innovazione.
Ciao Chiara, presentati. Cosa ti ha maggiormente influito nella tua carriera, e cosa ti ha portata ad intraprenderne una in LimaCorporate?

Ho sempre amato la matematica e le scienze. Mia madre è un’insegnante di matematica, mio padre è un ingegnere. Si può dire che l’amore per le scienze sia nel DNA della mia famiglia. Alla fine del liceo, un amico che frequentava Ingegneria biomedica mi ha ispirata e ho deciso di intraprendere lo stesso percorso di studi. È stato amore a prima vista. L’ingegneria biomedica è la fusione tra ingegneria, medicina e anatomia e sono subito rimasta affascinata dal modo in cui le nuove tecnologie vengono applicate al mondo sanitario e alle scienze.

Dopo essermi laureata presso l’Università di Padova, mi sono trasferita a Milano per completare il master in ingegneria biomedica. Anche se all’inizio non pensavo di dedicarmi al mondo dell’ortopedia, è sempre stato un settore di mio interesse. LimaCorporate è una delle aziende medicali più grandi del Friuli-Venezia Giulia, quindi è stato un proseguo naturale venire a lavorare qui.
br/>Mi sono unita a LimaCorporate quasi quattro anni e mezzo fa come Process Validation Engineer nel Dipartimento Qualità dell’azienda. Dopo alcuni mesi, ho avuto l’opportunità di cambiare funzione e unirmi al team QMS (Quality Management System) ricoprendo il mio ruolo mio ruolo attuale, che adoro.

Raccontaci di più sul tuo ruolo in LimaCorporate.

In veste QMS Coordinator garantisco che i prodotti LimaCorporate siano conformi alle pratiche manifatturiere, che rispondano agli standard qualitativi più elevati e che soddisfino tutti i requisiti regolatori. Non esistono due giorni uguali nel mia vita professionale. Passo dall’organizzare audit interni, alla creazione di nuove procedure da applicare ai processi per la produzione di dispostivi medici. Il mio lavoro è sempre entusiasmante con sempre nuove sfide dietro l’angolo.

Collaboro con diverse aree aziendali e mi confronto con le loro necessità. Il nostro lavoro è essenziale per garantire che tutti i processi di lavoro che possono impattare la qualità siano garantiti. Anche se il mio lavoro è rivolto per la maggior parte all’interno dell’azienda, mi interfaccio spesso con le nostre flilaili, le autorità e gli enti di certificazione (le organizzazioni che certificano la conformità dei prodotti prima che questi vengano rilasciati sul mercato), per garantire che tutti gli standard qualitativi siano rispettati. Mi occupo anche di formare i team di produzione, design e sviluppo per assicurarmi che seguano i requisiti definiti dal Sistema Gestione Qualità di LimaCorporate.

Cosa ti piace di più del tuo lavoro?

Mi rende felice far parte di un progetto da cui nascono i prodotti della più alta qualità possibile. La qualità è sempre presente in LimaCorporate, dall’area produttiva alla sala operatoria. Come ingegnere della qualità, aiuto i gruppi di lavoro a dare le migliori soluzioni possibili, che non solo migliorino la vita dei pazienti ma che la cambino in toto.

Sono curiosa per natura e mi piace aiutare i team, soprattutto in un settore come il nostro dove le regole cambiano in fretta.

In che modo il tuo team contribuisce all’innovazione?

Il Dipartimento Qualità è coinvolto nella definizione e nello sviluppo dei processi per diverse attività, e lavora con i team che sviluppano nuove tecnologie e soluzioni. È compito nostro avere sempre il polso della situazione ed essere un passo avanti rispetto alle potenziali regolamentazioni. È importante che i nostri prodotti e le nostre procedure siano conformi ai rispettivi requisiti di mercato nel mondo. Dietro ogni innovazione, tecnologia o materiale che entra sul mercato ci sono requisiti qualitativi e regolatori. Senza i processi qualitativi per la produzione, non potremmo fornire le soluzioni alto livello per cui siamo famosi nel mondo.

Quali sono le sfide che affronti ogni giorno?

Capire le necessità dei dipartimenti e gestire le relazioni affinchè tutte siano rispettate è una parte importante del mio lavoro. Lavoriamo con alcune delle menti più brillanti di LimaCorporate e spesso collaboriamo con persone che hanno un’altissima esperienza tecnica. È importante comprendere le loro necessità specifiche tradurle in procedure codificate, documenti o elementi operazionali. Gestire le diverse parti del flusso di lavoro e le aspettative di ognuno è una sfida, spesso da cogliere e portare a termini in tempi molto stretti. Detto questo, essere gentile e calma porta lontano. Siamo parte di un grande team e cerchiamo davvero di supportarci l’un l’altro da un capo all’altro del globo per raggiungere il nostro obiettivo comune.

Cosa ti rende più orgogliosa della tua carriera?

Di recente ho partecipato ad un corso esterno tenuto dal nostro Ente Certificatore per diventare Revisore. Il corso è stato molto duro ma sono orgogliosa di poter dire che ora sono un Revisore qualificato all’interno e all’esterno dell’azienda.

Se non avessi intrapreso questa carriera, quale sarebbe il tuo lavoro dei sogni?

È abbastanza divertente, ma quando avevo sette anni venni intervistata per il giornalino della mia scuola di nuoto. Mi chiesero cosa volessi diventare da grande e io risposi ingegnere, come mio padre. Ora lo sono e amo quello che faccio. Amo il settore dei dispositivi medici. Se proprio dovessi scegliere di nuovo, data la mia passione per gli sport come la corsa, il nuoto o le escursioni in montagna, mi vedrei bene nella veste di allenatrice. Mi piace aiutare le persone, soprattutto i bambini, a sviluppare i loro talenti nascosti. Tutti meritano di sentirsi un campione o una campionessa e di essere a conoscenza delle proprie risorse.

Se la storia di Chiara ti ha ispirata/o e sei interessata/o ad unirti alla famiglia LimaCorporate, visita la nostra pagina dedicata per prendere visione delle posizioni aperte.

Vi presentiamo Nathalie Bye Global Brand Manager - Ginocchio

Con più di dieci anni di esperienza in ortopedia e quasi due anni in Lima, Nathalie è senza dubbio un talento. Il segreto per una carriera di successo? Creare delle relazioni buone e durature.
Quando e come hai iniziato la tua carriera in LimaCorporate? Qual è la tua esperienza personale?

Ciao! Mi chiamo Nathalie Bye, faccio parte del Global Brand Management Team e mi occupo delle attività di marketing legate al nostro portfolio ginocchio, in particolare per il mercato US e dell’Europa Occidentale. Lavoro nel settore dell’ortopedia da oltre 12 anni. Ho iniziato con il ruolo di Agente, sono passata poi al ruolo di Responsabile di Prodotto, successivamente al ruolo di Responsabile Marketing ed infine ho lavorato per 3 anni come Responsabile Nazionale delle Vendite. La mia avventura in LimaCorporate è iniziata nel 2018 presso Lima UK come Responsabile Marketing per il Regno Unito e l’Irlanda. Come tale supervisionavo la strategia di prodotto, il coinvolgimento dei clienti e lo sviluppo di mercato. Da gennaio 2021 occupo il mio ruolo attuale nel team globale.

Qual è l’aspetto più stimolante del tuo lavoro? E che cosa ti rende orgogliosa della tua carriera?

L’aspetto più stimolante è il bilanciamento tra il tempo dedicato a pensare ed a riflettere sulla direzione strategica richiesta dai progetti a lungo termine ed il normale carico di lavoro giornaliero.
Che cosa mi rende orgogliosa della mia carriera? Decisamente le relazioni che ho stabilito con un grande numero di medici chiave e colleghi per il nostro mercato, al punto che sono contenti di collaborare con me su molti progetti, come pure il fatto di vedere la crescita del mercato di un prodotto dopo aver creato una nuova strategia focalizzata su di esso.

Quali sono le sfide e gli aspetti più interessanti nel lavorare in un ambiente internazionale?

Dopo l’università in effetti non ho mai lavorato per un’ azienda inglese. Ho lavorato per un’azienda francese, poi per un’azienda tedesca ed ora per un’ Azienda italiana. Non sono sicura di sapere com’è lavorare per un’Azienda inglese. La mia passione è ottenere il meglio dalle persone e mi piace lavorare per vari uffici con i miei colleghi internazionali per contribuire alla crescita del business di LimaCorporate. Trovo interessante lavorare con persone di provenienze diverse e con esperienze diverse. Penso inoltre che non ci siano molte difficoltà se si cerca per primi di costruire una relazione con le persone. Se aiuti qualcuno, solitamente poi ti aiuta a sua volta.

Secondo te, quali sono le caratteristiche richieste per lavorare in LimaCorporate? Quale consiglio daresti a chi vuole lavorare nel mondo dell’ortopedia e nello specifico in LimaCorporate?

E’ necessario che piaccia lavorare in un ambiente frenetico ed essere disponibili alla flessibilità nel ruolo. Con un’azienda in costante crescita come LimaCorporate è necessario adattarsi poiché alcune mansioni non hanno ancora una persona dedicata! A chi cerca di entrare nel mercato dei dispositivi ortopedici raccomanderei di essere curioso, di fare ai clienti molte domande. Capendo il perchè fanno quello che fanno e cosa motiva le loro decisioni, si impara velocemente molto riguardo sia ai prodotti che alla pratica chirurgica.
A chi inizia a lavorare in LimaCorporate suggerirei caldamente di comunicare a tutte le persone che incontra la storia dell’azienda, poiché molti clienti non conoscono il marchio e questo è importante per il nostro futuro.

Quale consiglio daresti a te stessa da giovane?

Io direi: non vieni giudicata per i tuoi errori. Io ero giovane e donna e pensavo che le persone mi giudicassero, così cercavo di essere il più possibile perfetta. Ora mi rendo conto che nessuno si preoccupa di un paio di errori che fai e che non vengono giudicate le tue capacità, perciò rilassati un po’!

Secondo te, qual è il vero punto di svolta in LimaCorporate? Qual è l’aspetto che rende LimaCorporate un’Azienda vincente?

Il vero punto di svolta in LimaCorporate è la nostra capacità ed abilità ingegneristica, siamo capaci di sviluppare materiali ed impianti tecnicamente avanzati che continueranno ad aprire la strada in futuro. Io credo che LimaCorporate sia un’Azienda vincente in quanto non è diventata troppo grande da essere impersonale, c’è una visibilità della direzione e le persone lavorano insieme come una squadra per vincere.

Se per ipotesi tu potessi fare un altro mestiere, quale vorresti fare e perché?

Io sento di avere ancora molto da realizzare in Lima, ma col tempo mi piacerebbe lavorare come una consulente esecutiva che aiuta le altre persone a migliorare la loro carriera, soprattutto se come me sono una giovane donna in un settore dominato da un ambiente maschile! Mi è sempre piaciuto sviluppare gli altri ed osservarli nella crescita della loro capacità e fiducia.

Vi presentiamo Federico Leandrin Coordinatore di Sviluppo Prodotto ProMade per gli USA

Subito dopo la laurea ha iniziato a lavorare in LimaCorporate nel Team ProMade, quando c’erano solo quattro persone! A Federico piace affrontare le sfide e questo lo ha condotto da Villanova A Federico piace affrontare le sfide e questo lo ha condotto al ProMade PoC Center for Complex Orthopedic Solution at HSS, il nuovo stabilimento produttivo che LimaCorporate inaugurerà presso l’Hospital for Special Surgery di New York.
Quando e come hai iniziato la tua carriera in LimaCorporate? Qual è la tua esperienza personale?

Ciao! Mi chiamo Federico Leandrin e sono il Coordinatore di Sviluppo Prodotto ProMade per gli USA. Al momento lavoro nel cuore pulsante di New York City presso l’Hospital for Special Surgery, al ProMade PoC Center dove sono Responsabile della supervisione degli impianti su misura progettati e prodotti per il mercato statunitense. Ho iniziato a lavorare in LimaCorporate a giugno 2016, dopo la laurea in Ingegneria dei Materiali con Specializzazione in biomateriali e tecnologie biomediche. Ho iniziato la mia carriera all’interno del gruppo ProMade, in qualità di Ingegnere di Sviluppo Progetto Junior (allora eravamo solo in quattro persone!). Gli anni scorsi l’intero gruppo ha avuto un’evoluzione senza precedenti e questo ha portato all’emergere di grandi opportunità.

Tu sei stato il primo ingegnere ProMade a lavorare e collaborare attivamente con l’Hospital for Special Surgery di New York, all’interno della nuova struttura di LimaCorporate. Quali sono le tue sensazioni al riguardo?

Si tratta di un’esperienza incredibile ed io sono orgoglioso di essere il pioniere di tale collaborazione rivoluzionaria tra LimaCorporate ed HSS. Trovarsi all’interno dell’Ospedale primo classificato al mondo per l’Ortopedia, lavorare a stretto contatto con chirurghi di fama internazionale per imparare a riconoscere ed affrontare le sfide che si presentano loro nei casi più complessi, sono tra gli aspetti di maggior valore che rendono questa cooperazione un qualcosa di unico. Al momento stiamo lavorando a parecchi progetti in HSS ed in tutti gli USA ed iniziamo a vedere l’impatto che il nostro servizio ha sia nella vita del paziente che nella pratica chirurgica.

Quali sono le sfide nel lavorare in un ambiente così innovativo? C’è qualcosa che ti manca della vita in Sede?

Questa esperienza ha rappresentato senza dubbio un cambiamento radicale per me, sia dal punto di vista professionale che personale. Ci sono talmente tanti stimoli offerti quotidianamente da questo nuovo ambiente, che gestirli tutti è stato probabilmente l’aspetto più sfidante da trattare finora. Suppongo che questo faccia parte della natura innovativa di ciò che LimaCorporate sta costruendo qui in HSS e naturalmente, senza l’abituale supporto diretto della Sede, ogni cosa richiede particolare attenzione. Questa sorta di gestione autonoma può facilmente portarti al limite e, quando capita, mi piace pensare che “la vita inizia oltre la tua zona di comfort”!

Secondo te, in una prospettiva globale, quale impatto avrà la nuova struttura per LimaCorporate?

Abbiamo l’opportunità di cambiare completamente il modo di pensare delle persone riguardo all’Ortopedia ed abbiamo la soluzione personalizzata per pazienti difficili. Stiamo portando la tecnologia nelle mani dei chirurghi, dove competenza ingegneristica e clinica si fondono perfettamente. Ed ho la sensazione di essere solo all’inizio del nostro percorso.

Che cosa ti rende orgoglioso del tuo lavoro?

Può sembrare ovvio, ma la chiave è far parte di un gruppo dinamico ed energico che riconosce il contributo di ciascuno. Insieme impariamo dagli errori ed insieme festeggiamo i successi.
Oltre a questo, la possibilità di vedere l’evoluzione di ciò che creo dal concetto all’applicazione finale è qualcosa di estremamente gratificante. Ogni volta che vado in sala operatoria e che sperimento il beneficio che queste creazioni personalizzate ed uniche hanno sui pazienti, tutto questo mi riempie di orgoglio. Strumenti, competenza, passione e buone relazioni sono gli ingredienti di questi risultati.

Secondo te, quali sono le caratteristiche richieste per lavorare in LimaCorporate?

Sono onesto, penso di essere ancora nella fase di definizione e completamento delle mie abilità (e non sono sicuro che finirò mai di farlo!), ma ciò che ho imparato finora dalla mia esperienza in Lima è che tutto può accadere molto velocemente, indipendentemente dall’entità del progetto. È necessario essere pronti a pensare fuori dagli schemi, essere veloci nel prendere decisioni senza avere paura di intraprendere la strada sbagliata. I rischi e gli errori fanno parte dell’attività e tu, insieme al tuo gruppo, dovresti sapere come trarre il massimo da ogni esperienza.

Quale consiglio daresti a te stesso da giovane?

Se penso a qualche anno fa, probabilmente starei osservando le belle montagne di Trento dove ho studiato e direi: continua a studiare, mantieni le tue passioni, non temere di andare all’estero a vedere come vive il resto del mondo, costruisci relazioni. Io penso che la vita di ognuno sia segnata dalle scelte: qualche volta facciamo la scelta giusta volontariamente, qualche volta la facciamo involontariamente. In ogni caso mi piace l’idea che se continui a fare la cosa giusta ti capiteranno delle belle cose.

Se per ipotesi tu potessi fare un altro mestiere, quale vorresti fare e perché

A dire il vero, penso di aver ancora molto da imparare da ciò che sto facendo ora e dalle persone con cui lavoro.
Guardando al futuro, spero di poter coltivare nuovi interessi e stabilire nuovi obiettivi personali. Sicuramente mi arricchirebbe espandere le mie conoscenze verso il funzionamento di un’organizzazione nel suo complesso, non solo da un punto di vista tecnico ed ingegneristico ma anche da una prospettiva dell’attività.